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Uomini contro macchine al tavolo da poker

14 Feb, 2008

 

Man Versus Machine

 

John Henry disse al suo responsabile,
"Un uomo è solo un uomo,
Ma prima di lasciarmi spazzar via da quel trapano a vapore,
Morirò col martello in mano."

 

Canzone popolare americana

 

 

 

L’allegoria dell’uomo contro la macchina è vecchia quanto il tempo, o almeno vecchia come la canzone, John Henry. Ma in una partita di poker tra uomo e macchina verso la fine di luglio, un programma software inserito in un normale laptop ha dato a lungo battaglia prima di essere sconfitto da due giocatori di poker professionisti.

 

Etichettata come il primo campionato di poker uomo-macchina, il match ha visto impegnati i giocatori Phil Laak e Ali Eslami contro Polaris, un programma compilato da uno staff di ricercatori sull’intelligenza artificiale dell’Università di Alberta.

I ricercatori dell’Università di Alberta hanno anche creato il programma che ha vinto il campionato del mondo di dama del 1994. Quest’anno hanno compilato un programma invincibile per la dama, e che al peggio può pareggiare. In breve, la risoluzione del gioco.

 

Questo è accaduto anche con gli scacchi, col programma Deep Blue del 1997, sviluppato dai ricercatori della IBM, che ha sconfitto il campione del mondo Garry Kasparov. Data la complessità del gioco e le grandi doti di giocatore di Kasparov, all’epoca considerato il migliore scacchista della storia, il risulltato è stato assolutamente significativo, come lo è anche a distanza di dieci anni.

Ma il poker non è la dama o gli scacchi, ed è molto più difficile insegnarlo ad una macchina. Gli scacchi o la dama si prestano ad un determinato numero di principi matematici, e qui è dove il poker, gioco di “informazione incompleta” , si fa decisamente più elusivo. Mentre un computer è perfettamente in grado di calcolare le probabilità, non potrà sapere quando un giocatore bluffa, o semplicemente è in tilt.

Anche se i computer possono arrivare a tali conclusioni per approssimazione, cercando tendenze di gioco dopo aver imparato come un determinato giocatore si comporta con specifiche mani in specifiche situazioni, non hanno ancora imparato a gestire situazioni dove l’informazione e’ incompleta rispetto a quella connessa con dama e scacchi. La gran parte del lavoro svolto col poker nel campo dell’intelligenza artificiale gravita attorno alla costruzione di algoritmi che ricostruiscono i percorsi delle abitudini di puntata dei giocatori,

La sfida uomo-macchina nel campo del poker elimina in buona misura il fattore fortuna giocando un poker “duplicato”, in cui uno dei concorrenti gioca la medesima mano di un altro, e viceversa. Eliminando il fattore fortuna, il poker duplicato riduce questo gioco ai propri fondamenti.

Phil Laak, detto "Unabomber", ed Ali Eslami, detto "il Principe", hanno sconfitto Polaris, il programma di computer dell’ Universita’ di Alberta per un piatto di $400 nel corso di un match di due giorni.

 

Dato che non si può sempre stabilire una sola mossa migliore, l’approccio della macchina al gioco faceva uso di possibilità ramificate, adatte all’ambiente del poker, imitando quello che fanno gli esperti giocatori, che aggiustano il loro gioco adattandolo allo stile degli altri. Sennonchè, Eslami e Laak sono stati in grado di adattarsi a Polaris con maggiore velocità e sollecitudine rispetto a quella messa in atto dalla macchina nei loro confronti.

 

In breve, c’è ancora del lavoro da fare prima che Polaris, o qualche altro programma della prossima generazione, sia sicuramente in grado di battere un giocatore umano di ottime qualita’, e ci vorra’ ancora di piu’ perche’ una serie di algoritmi possa risolvere il gioco del poker, così come i ricercatori dell’ Università di Alberta hanno fatto col gioco della dama.

 

Mentre i perforatori di oggi possono scavarsi la strada dentro ad una montagna molto più velocemente, ed in modo sicuro e stancandosi assai meno rispetto a John Henry, le macchine che giocano a poker devono percorre ancora una lunga strada.